Ecco 5 curiosità sulle lucciole e la loro efficienza nell’emettere luce

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Le lucciole sono tra le creature più suggestive in assoluto. Suscitano sentimenti di romanticismo grazie al loro essere luminose nella notte. Prendiamo spunto da un articolo apparso su Lifegate.it e approfondiamo la loro conoscenza elencando 5 cose curiose su questo simpatico insetto.

5. La lucciola è un coleottero

la lucciola è un coleottero

Non tutti sanno che la lucciola è un coleottero. Appartiene alla famiglia dei Lampiridi (Lampyridae) e ne esistono circa 2.000 specie.

4. Il numero di lucciole sta diminuendo velocemente

quantità lucciole

Purtroppo le lucciole sono sempre meno. Il loro numero sta calando velocemente. La causa è dovuta alla cementificazione, all’inquinamento luminoso e ai pesticidi. E pensare che potrebbero essere un ottimo alleato dei coltivatori perché si nutrono di lumache, chiocciole e altri insetti dannosi per le colture.

3. Producono la luce più efficiente che esista

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Le minuscole lucciole sono più efficienti delle lampade. Sono in grado di convertire in luce il 100% della loro energia. Le lampade più sofisticate trasformano in luce solo il 10%, mentre il restante 90% viene disperso in calore.

2. Lucciole meglio degli alchimisti

lucciole e alchimisti

Le lucciole hanno la capacità di arrivare a ottenere risultati che l’uomo ha cercato per millenni senza riuscirci. La trasformazione a “freddo” dell’energia può essere considerata in un certo senso alla stregua della leggenda della trasformazione del ferro in oro. Le lucciole non sono in grado di trasformare certo la materia, ma sono in grado di creare la luce con un processo a riscaldamento prossimo allo zero.

1. Perché si illuminano?

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Abbiamo lasciato per ultima la risposta al quesito più diffuso quando si parla di lucciole: perché si illuminano? Il loro bagliore è dovuto al fenomeno della bioluminescenza. Si tratta di un processo finalizzato all’accoppiamento. La luce viene utilizzata da questi coleotteri per distinguersi anche durante la notte. Le femmine possono emettere luce per oltre due ore, mentre il maschio solo per brevi istanti. Il fenomeno avviene per l’ossidazione del substrato chiamato luciferina, che con l’ossigeno diviene ossiluciferina.

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