2015, anno record per attacchi da squali

2015, anno record per attacchi da squali

L’anno che si è appena concluso ha conquistato molti record e, oggi, ci soffermiamo su uno in particolare che ci pare abbastanza curioso. Il 2015 si è rivelato un anno record riguardo al numero di attacchi da parte degli squali agli uomini. Lo conferma un articolo recentemente apparso sulla versione on-line di National Geographic.

Diciamo subito, a scanso di eventuali allarmismi, che gli esperti reputano la questione un mero fatto statistico e pare non si voglia attribuire a questi predatori marini un aumento di aggressività. La linea deduttiva di questa statistica sarebbe il numero crescente di persone che frequentano le aree di mare solitamente frequentate dagli squali e la crescita del turismo balneare favorito dal fatto che il 2015 è stato uno tra gli anni più caldi in assoluto. Non si può negare però un aspetto molto significativo: con l’aumento della

2015, anno record per attacchi da squali
L’avvistamento di uno squalo sulla costa della Cornovaglia nel 2012, documentato dal quotidiano Repubblica.

temperatura l’area di diffusione degli squali si è ampliata notevolmente. Vediamo quindi di analizzare questa crescita un po’ più nel dettaglio.

Nel corso dell’anno appena trascorso sono stati censiti ben 98 attacchi all’uomo, 6 dei quali sono risultati mortali e 26 in più rispetto al 2014. E 40 oltre la media degli ultimi anni! In testa a questa speciale classifica troviamo gli Stati Uniti d’America con 59 incidenti (6 in più che nel 2014), con particolare frequenza in Florida e Carolina. Al secondo posto c’è l’Australia con 18 e al terzo il Sudafrica con 8 attacchi.

Ci tranquillizza George Burgess, del Florida Museum of Natural History, biologo marino che è tra gli autori del rapporto emesso sull’argomento dall’International Shark Attack File, il quale sostiene che immergersi nei vari oceani del mondo non è mai stato più sicuro e la statistica lo confermerebbe se vi fosse uniformità di raccolta e elaborazione dei dati.

In sostegno alla teoria di Burgess vengono i dati relativi al rischio di morte per incidente. Quello di finire divorati da uno squalo ammonta a una possibilità su 8 milioni, molto meno probabile che morire per l’impatto di un asteroide o un meteorite (una su 1.600.000). Ipotesi tutte molto remote, se pensiamo che morire in un incendio viene indicato in una probabilità su 250.

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