Ciclone si abbatte sulla Sardegna: 16 morti, 1 disperso e 2700 sfollati

Ciclone si abbatte sulla Sardegna: 16 morti, 1 disperso e 2700 sfollati
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Ciclone si abbatte sulla Sardegna: 16 morti, 1 disperso e 2700 sfollati

Un ciclone si è abbattuto sulla Sardegna causando 16 morti, 1 disperso e 2700 sfollati: un evento raro in Italia che ha suscitato scalpore.

Come è stato possibile che un ciclone si sia sviluppato nel Mar Mediterraneo?

Come si origina un ciclone?

Ciclone, tifone o uragano sono sinonimi dello stesso evento meteorologico che si sviluppa nei mari tropicali – dove la temperatura dell’acqua supera i 18 gradi centigradi – a partire dall’evaporazione rapida di una massa d’acqua che genera enormi nuvole temporalesche (cumulonembi), originando velocemente il ciclone.

Perché nel Mar Mediterraneo è raro osservare un ciclone?

Il Mare Nostrum non dovrebbe permette la formazione di eventi temporaleschi riconducibili agli uragani in quanto la temperatura dell’acqua non risulta elevata e l’evaporazione è lenta. Tuttavia, il Mar Mediterraneo sta subendo il fenomeno della tropicalizzazione.

Cos’è la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo?

E’ un evento che porta ad un rapido incremento della temperatura dell’acqua che si traduce in una evaporazione veloce del mare: il risultato è la formazione di grandi nubi temporalesche, cioè cicloni tropicali devastanti.

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Il ciclone che si è abbattuto in Sardegna è nato dalla tropicalizzazione del Mar Mediterraneo. Franco Gabrielli, il capo della Protezione civile nazionale, in un’intervista ha dichiarato:

L’evento che ha messo in ginocchio l’isola è stato del tutto eccezionale. In sole 24 ore è sceso un quantitativo di pioggia pari a sei mesi con punte di 450 millimetri nella zona di Orgosolo nelle ultime 12 ore. Con queste quantità non ci sono territorio al riparo. In 306 comuni sardi su 377, pari al 81% del totale, ci sono porzioni di territorio ad elevato rischio idrogeologico per frane e alluvioni. Tutta la macchina dei soccorsi è in moto.

Migliaia gli sfollati, molti dei quali hanno dormito in hotel o strutture pubbliche messe a disposizione dai comuni. Scuole chiuse nei centri più colpiti dal ciclone e difficoltà nei collegamenti viari con il blocco di strade allagate, sprofondate o invase da frane.

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Alcuni tweet sull’avvenimento

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