Clamoroso: estinzione, la vivranno già i nostri figli?

Clamoroso: estinzione, la vivranno già i nostri figli?
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Nella comunità scientifica rimbalza una notizia che molti iniziano a prendere in seria considerazione perché riguarda una condizione finale, definitiva: l’estinzione della razza umana. È una situazione perentoria, inequivocabile e si tratta probabilmente di un pericolo certo quello che il professor Fenner, ordinario dell’Australian National University (ANU) di Canberra ha lanciato e che molti scienziati condividono.

Le condizioni in cui viviamo, sempre secondo il professor Fenner, sarebbero drammatiche e ormai irreversibili, mentre la nostra fine giungerà entro un secolo. Questo significa che se non noi in prima persona, data l’attesa di vita che abbiamo raggiunto molti tra i nostri figli e nipoti moriranno nella tragedia dell’estinzione umana e di moltissime specie contemporanee.

L’Antropocene, termine coniato dal biologo Eugene Stoermer e col quale si  definisce l’era geologica in cui viviamo, sarebbe

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Abbiamo violentato il nostro pianeta

dunque l’ultima della storia. Tra i moltissimi scienziati che ritengono concreta questa catastrofe vi è anche il professor Stephen Boyden, microbiologo statunitense il quale però sostiene che saremmo ancora in tempo per salvarci, ma non nega che dovremmo iniziare immediatamente a cambiare sistemi di vita, forse anche in modo radicale.

I principali responsabili dell’estinzione così vicina e repentina sarebbero infatti le mutazioni climatiche, il sovraffollamento del pianeta e soprattutto la distruzione ambientale. Solo intervenendo senza perdere ulteriore tempo ponendo rimedio a questi fattori la nostra prossima generazione potrà salvarsi dalla scomparsa definitiva.

Le soluzioni che si possono operare nell’immediato sono evidentemente difficili e complicate, ma una più corretta distribuzione della densità di popolazione e il rispetto scrupoloso dell’ambiente potrebbero rallentare il decorso ormai avviato verso questo baratro, lasciando un po’ più di tempo per attuare i rimedi a lungo termine.

Il grido d’allarme era già partito circa 50 anni fa, ma da allora dobbiamo enumerare una serie di aggravamenti dello stato del pianeta che fanno rabbrividire. In mezzo secolo si sono già estinte più di un milione di specie e quasi la metà dei pesci. Abbiamo accumulato oltre un miliardo di tonnellate di plastica, distrutto la metà degli alberi e sprecato i due terzi dell’acqua. E non è tutto: abbiamo “arricchito” la nostra atmosfera con il 50% in più di diossido di carbonio e metano. Se la temperatura media del pianeta dovesse crescere di ancora 4 – 6 gradi la Terra sarebbe inabitabile per l’Uomo. E altro ancora. In parole diverse: siamo dei criminali.

E quello che maggiormente stupisce è che queste cose noi le sappiamo, conosciamo dove ci porteranno e proseguiamo imperterriti verso la nostra fine definitiva.

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