Ecco perché i film horror fanno paura

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Si tratta di una questione psicologia, di leva sulle nostre paure, ma anche di regia: i registi usano particolari tecniche che accendono, come dicono i neuroscienziati, una parte del cervello nota come amigdala, che gestisce la paura. Lo riporta Focus.

Prima di raggiungere l’amigdala, gli organi sensoriali passano l’informazione al talamo, e si diramano in due segnali, uno più corto che dà l’allarme in 30 millisecondi, l’altro che in 100 millisecondi raggiunge la corteccia cerebrale e avverte la presenza di un pericolo reale, facendo in modo che l’uomo si salvi la vita.

Il segnale della paura viene scatenato dai dettagli più violenti: uno studio sui movimenti oculari ha rivelato che le sensazioni di paura sono collegate alla porzione di schermo guardata.

Un’altra tecnica di regia che spaventa può far vedere allo spettatore qualcosa che il protagonista non vede. Ciò ci consente una identificazione con la vittima.

Anche la musica ha il suo ruolo, sia perché la associamo ad un film o ad una scena, sia perché il brano simula urla stridule o produce suoni cupi e inquietanti.

La dimensione dello schermo ha un ruolo importante! Infatti, al cinema i film fanno più paura, perché lo schermo più grande favorisce l’effetto “immersione”.

I registi conoscono anche la capacità del cervello di abituarsi a scene viste più volte, reprimendo la sensazione di paura: quindi costruiscono scene in crescendo, aumentando la dose di terrore.

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