Ecco i misteriosi squali a due teste

squalo

Negli ultimi anni ci sono stati diversi ritrovamenti casuali di squali a due teste, da embrioni di squalo toro e embrioni di verdesca a due teste nel 2008, al ritrovamento di gemelli siamesi di verdesca nel 2011 fino alla recente scoperta da parte di scienziati spagnoli di un embrione bicefalo di uno squalo della specie Galens atlanticus, il primo esemplare bicefalo oviparo.

Nessuno di questi embrioni è sopravvissuto, quindi, secondo Valentine Sans-Coma che ha studiato l’uovo di Galens atlanticus, non sapremo mai nulla sull’eventuale sopravvivenza ed evoluzione di questi embrioni.

Cosa causa queste mutazioni? Ce ne parla National Geographic Italia.

Nel caso specifico di Galens atlanticus gli scienziati pensano a disordini genetici, poiché le uova non sono state esposte né a infezioni né a radiazioni; nel caso di squali non in cattività potrebbero influire infezioni virali, disordini metabolici oppure l’indebolimento del pool genetico da parte della pesca intensiva, che costringe gli esemplari ad endogamia con conseguenti anomalie genetiche.

In merito alla pesca intensiva si è pronunciato anche Nicolas Eherman, biologo marino che ha studiato due esemplari bicefali, una verdesca e uno squalo della specie Mustelus higmani, i primi due squali con due teste trovati nel Mar caraibico, che non sono comunque riusciti a sopravvivere. Ehermann ritiene che se i feti bicefali sono più diffusi in natura allora se ne può imputare la presenza alla pesca intensiva, tuttavia la rarità dei campioni rende estremamente difficile lo studio di questi esemplari.

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