Vivere a lungo grazie a qualche chilo in più

Vivere a lungo grazie a qualche chilo in più

Questo titolo potrebbe apparire in controtendenza, ma come sappiamo la scienza non fa sconti a nessuno, e quanto è scientificamente provato non segue umori o mode. Avere qualche chilogrammo in più può essere anche salutare. È quanto sostengono i ricercatori della University of Copenhagen, che hanno pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA) uno studio ripreso in Italia, tra gli altri dal sito Scienze-Fanpage.

La ricerca, intitolata “Change in Body Mass Index Associated With Lowest Mortality in Denmark, 1976-2013”, riporta in pratica che il BMI (Body Mass Index), ovvero il famoso indice di massa corporea, ha oggi un valore ottimale più elevato rispetto a quello di 40 anni fa.

Ovviamente questi dati non devono autorizzare ad ingrassare indiscriminatamente, ma solo ad indicare che le

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BMI: quanta fatica a mantenerlo! Oggi potrebbe essere più facile.

abitudini alimentari, associati alla qualità e alla media del tenore di vita hanno modificato l’immagine e le caratteristiche della “figura” ideale umana, anche riguardo al peso corporeo.

I ricercatori hanno infatti ribadito la pericolosità dell’obesità, che causa una percentuale elevatissima di disturbi cardiovascolari, ed altri che portano ugualmente alla morte. Ma la ricerca ha dimostrato che se nel 1976 il BMI ideale per ridurre al minimo il pericolo di morte era di 23.7, nel 2013 è risultato di circa 27.

Considerando che attualmente si dichiara che una persona normopeso deve avere un BMI compreso tra 18.5 e 24.5, mentre i valori fino a 30 sono considerati quelli di individui sovrappeso, se ne deduce che questi parametri vadano modificati. Gli scienziati danesi avvertono infatti che il pericolo è equivalente sia per chi si trova sopra come per chi si trova sotto il peso ideale.

Tirando le somme, la conclusione è quella di affidarsi alla scienza piuttosto che a indicazioni dettate da moda o anche da commercio: un BMI pari o anche leggermente superiore a 27 costituisce attualmente, secondo l’università di Copenhagen, non solo un dato medio ottimale, ma anche la più felice soluzione per vivere meglio ed evitare pericolose patologie.

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