Ho accennato qualcosa riguardo il seme nella struttura del fiore e nell’impollinazione. Ma non mi sono soffermato nei dettagli o in una breve descrizione della sua complicata struttura. Innanzitutto, il seme è una caratteristica esclusiva delle piante a seme e deriva dalla maturazione dell’ovulo.
Svolge due importanti funzioni: propagare la specie nello spazio e sopravvivere durante le stagioni sfavorevoli. Il seme è costituito da un embrione maturo, da tessuti di protezione e da foglioline embrionali (cotiledoni, che distinguono le Monocotiledoni, con una sola foglia embrionale, dalle Dicotiledoni, con due foglioline embrionali).
Come per l’impollinazione, anche qui esistono diverse tipologie di dispersione del seme:
– anemocoria = dispersione tramite il vento;
– zoocoria = attraverso gli animali;
– idrocoria = per mezzo dell’acqua;
– autocoria = è la pianta stessa a disseminare.
Dopo la dispersione del seme, interviene un altro processo fondamentale, la germinazione del seme, controllata da differenti fattori, quali disponibilità di acqua, presenza di ossigeno e temperatura adeguata. Per alcuni semi detti fotoblastici, la luce è un fattore essenziale per la germinazione, altri non germinano neanche se tutte le condizioni sono ottimali. Questi sono i semi dormienti.
Infine, la germinazione può essere epigea, cioè sopra la terra, poichè i cotiledoni escono in superficie, oppure ipogea, cioè sotto terra, come per esempio nel pisello.
[…] – Angiosperme = con fiore, frutto (protegge il seme); […]
[…] – partecipano alla propagazione delle piante tramite l‘impollinazione e la dispersione del seme; […]