I 10.000 passi? Marketing, non Scienza
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Ciò che è realmente salutare è il tempo dedicato all’esercizio

Quando negli anni ’60 fu inventato il contapassi ci si accorse che il carattere di scrittura giapponese che si usa per indicare “10.000” assomiglia a una persona che cammina. Venne quindi presa la decisione di chiamare il nuovo dispositivo “contatore dei 10.000 passi”.

Il raggiungimento di questo obiettivo, però, non si basa sulle indicazioni della Scienza, e si limita ad essere una buona indicazione di massima.

Gli esperti privilegiano infatti il tempo dedicato agli esercizi, più che il numero degli stessi. È riscontrato infatti che le persone che non raggiungono i 60 anni hanno beneficio anche dopo 8.000 passi, mentre quelle più anziane traggono benessere anche dopo 6.000 passi.

L’epidemiologo I-Min Lee della Harvard Medical School e del Brigham and Women’s Hospital consiglia: «Adatta i tuoi passi in base a ciò che stai cercando di ottenere e a chi sei». In pratica il suggerimento è quello di fare esercizio godendosi delle piacevoli passeggiate.

ScientificAmerican.com ha dedicato un articolo all’argomento.

Foto da Wikipedia

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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