"Polmoni artificiali", arriva il primo successo
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Dopo due anni di decorso si possono constatare le soddisfazioni

A due anni da una cura che ha necessitato dell’utilizzo di un sistema polmonare artificiale, un paziente di 33 anni, il quale si trovava in fin di vita per un sovraccarico di infiammazione e infezione polmonare, presenta una buona funzionalità dei polmoni.

L’uomo è stato mantenuto in vita per due giorni dal “ponte” creato da questo sistema polmonare, fino a quando si sono reperiti i polmoni da donatore per il trapianto. Lo riferisce Jackie Flynn Mogensen in un articolo apparso su ScientificAmerican.com.

Il “polmone artificiale ha temporaneamente ossigenato il sangue del paziente, provvedendo a rimuovere l’anidride carbonica e a mantenere il flusso sanguigno corporeo. In questo modo si è potuto rimuovere anticipatamente i polmoni e riscontrare una stabilizzazione delle condizioni e l’attenuazione dell’infezione, in attesa del successivo trapianto.

Da notare che il paziente, oltre ad avere i polmoni danneggiati soffriva di sepsi e insufficienza multiorgano, ed era quindi a rischio di shock settico.

Il chirurgo toracico Ankit Bharat ha dichiarato: «È stato quasi come una maledizione o qualcosa che è stato semplicemente rimosso. E improvvisamente tutto ha iniziato a guarire».

Foto tratta da Wikipedia

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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