Dal 2023 una nuova tecnologia in supporto al pancreas
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Dispositivo indossabile per i diabetici

Non tutti ne sono al corrente, ma nel 2023 la FDA (Food and Drug Administration, l’agenzia federale statunitense responsabile della protezione della salute pubblica) ha approvato iLet, un dispositivo indossabile definito “pancreas artificiale, dal produttore.

Si tratta di un sistema sofisticato e totalmente automatico che monitorizza costantemente il glucosio e inserisce insulina sulla base delle rilevazioni elaborate da algoritmi che si basano sull’AI.

In questo modo, il fruitore può contare su una regolazione dell’insulina, senza dover conteggiare carboidrati, implementando così la funzione del pancreas.

Il dispositivo iLet è anche in grado di auto-apprendere le esigenze dell’organismo a cui è applicato, ottimizzando le somministrazioni in base alle esigenze.

Questo sistema è di utilità rilevante soprattutto per i pazienti affetti da diabete di tipo 1, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

l’imprenditore biotecnologico Bryan Mazlish, che è coinvolto coinvolto nel progetto, ha dichiarato: «Gestire il diabete di tipo 1 è come guidare un’auto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 su una strada di montagna piena di curve, senza freni, nemmeno quando si dorme. Quindi, se si potesse alleviare un po’ questo peso, si potrebbe fare un’enorme differenza».

La notizia è apparsa su ScientificAmerican.com.

Foto da Wikipedia: Simbolo internazionale del diabete.

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

Un pensiero su “Dal 2023 una nuova tecnologia in supporto al pancreas”
  1. Eccola qua, lera della gestione del diabete che non richiede controlli costanti: il pancreas artificiale indossabile! Finalmente posso lasciare perdere la mia abilità nel contare carboidrati con la precisione di un contabile sotto stress. Ma attenzione, se liLet si auto-apprende, che succede quando decide che la mia dieta base è quella di un lupo solitario? La strada di montagna senza freni di Mazlish sembra interessante, ma spero che il dispositivo non inizi a consigliarmi di correre maratone allalba senza svegliarmi prima. Che notizia fantastica per i pazienti tipo 1, ma ora ho paura che i miei amici con il diabete di tipo 2 si sentano esclusi da questa rivoluzione tecnologica!

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