La curiosità stimola la memoria neurale
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Quello che ci incuriosisce facilita conservazione delle informazioni e apprendimento

Apprendiamo con più facilità quello che ci incuriosisce. È quanto emerge da uno studio in cui i partecipanti hanno risposto a una serie di domande, con l’ausilio di una macchina fRMI (risonanza magnetica funzionale).

È stata notata una maggiore attività nell’ippocampo, e dunque nella parte che risulta fondamentale per i ricordi, quando le domande investivano l’ambito in cui il soggetto ha dimostrato maggiore curiosità.

La curiosità è in grado di innescare il rilascio di dopamina e i sentimenti di ricompensa, e altri studi hanno dimostrato che si evitano gli spoiler per non perdere il piacere della sorpresa. Esiste però un lato della curiosità che può provocare ansia, al punto che alcuni soggetti si sono dimostrati disposti a subire leggere scosse elettriche per avere la possibilità di conoscere il segreto di un trucco di prestidigitazione.

Sull’argomento si è pronunciata la ricercatrice post-dottorato Jennifer Bussell, dello Zuckerman Institute, la quale ha dichiarato: «Probabilmente si è evoluta una spinta ad apprendere nuove cose e raccogliere informazioni perché il 99% delle volte nel mondo naturale, per un animale, le informazioni sono utili.

Lo studio è stato oggetto di un articolo apparso su ScientificAmerican.com.

Foto da wikipedia: Sezione frontale dell’encefalo di un macaco colorata secondo il metodo di Nissl; evidenziato da un cerchio è l’ippocampo





Cosa dicono gli esperti: "Probabilmente si è evoluta una spinta ad apprendere nuove cose e raccogliere informazioni perché il 99% delle volte nel mondo naturale, per un animale, le informazioni sono utili", afferma Jennifer Bussell, ricercatrice post-dottorato presso lo Zuckerman Institute Se il cervello costruisce un sistema che considera gratificante la raccolta di informazioni e la riduzione dell’incertezza, “questo risolverebbe il problema”, afferma.




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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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