Le nuove rilevazioni ribalterebbero le previsioni dei fisici
Con le prove fornite all’inizio di quest’anno dal Dark Energy Spectroscopic Instrument in Arizona, ovvero che l’energia oscura potrebbe evolversi nel tempo e che dunque non sarebbe costante come i fisici ritenevano, si rischia un’inversione di pensiero nel mondo della Cosmologia.
Se ripercorriamo le teorie formulate sull’argomento negli ultimi decenni, ci accorgiamo che a inizio anni ’90 parevano chiari due fatti:
- Tutta la materia dell’universo attrae l’altra materia;
- L’espansione dell’universo sta rallentando.
Nel 1998 era arrivata però una smentita: due gruppi di ricerca distinti e indipendenti hanno dimostrato che l’espansione dell’universo starebbe, al contrario, accelerando. L’energia oscura, la quale costituisce oltre il 68% dell’universo, è stata prevista come il cuore di questa accelerazione.
Le nuove scoperte di quest’anno mettono nuovamente in discussione l’espansione dell’universo, e pongono di fatto un nuovo quesito al quale i fisici e gli astrofisici dovranno provare a rispondere.
Gli studi cosmologici, come possiamo ben comprendere, hanno subito spesso dei momenti in cui hanno dovuto rimettere in discussione teorie che sembravano avviarsi verso la relativa certezza, e questo appare come un altro di quei periodi legati alle domande e all’incertezza.
Dal discernere se l’espansione dell’universo stia decrescendo oppure accelerando, dipende quasi in modo fondamentale la ricerca sul futuro dell’intero cosmo, ma anche l’indagine sulla sua origine e molte leggi fisiche relative a tutto ciò.
Di questa ricerca ha parlato ScientificAmerican.com definendo i risultati schockanti.
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