Altissimo tasso di suicidi nelle statistiche del 2021: sotto accusa la mancanza di giochi all’aperto e i social
Nel 2021 il suicidio è stato la seconda causa di decessi tra i bambini fra i 10 e i 14 anni, e nei giovani tra i 20 e i 24 anni. Già da quell’anno tre importanti agenzie per la salute infantile avevano rilasciato una dichiarazione congiunta con l’amministrazione Biden che affermava la dichiarazione di «emergenza nazionale».
A questa situazione si aggiunge ora uno studio che propone come responsabile di questa inquietante tendenza, la mancanza di giochi indipendenti e non strutturati.
Ne parla ScientificAmerican.com in un articolo.
Si è rilevato che oggi i bambini trascorrono almeno il 50% del tempo in meno all’aperto rispetto a quanto avveniva negli anni ’70 in relazione a questo tipo di giochi.
Giocare è un’attività comune non solo all’uomo ma anche ad altri esseri viventi. A questo proposito i biologi evoluzionisti ritengono che praticare un gioco sia divenuto un luogo sicuro in cui acquisire indipendenza, abilità sociali e esperienza nella risoluzione dei conflitti. Mancando di conseguenza il gioco non strutturato e all’aperto sarebbero penalizzate alcune competenze cruciali utili per raggiungere sicurezza e sentirsi capaci nella vita.
Altri responsabili del declino della salute mentale fra i giovani sono ritenuti gli utilizzi di social e di smartphone.
Joseph Polidoro, conduttore dell’ultimo episodio del podcast di ScientificAmerican, Science, Quickly, ha sottolineato: «La risposta è molto più che un semplice aumento del gioco. Si tratta di dare ai bambini sotto i 18 anni tutte le opportunità possibili per l’indipendenza, la scelta, l’interazione con i coetanei e la crescita individuale».
Foto da Wikipedia

