Lo rivelano le analisi genomiche
Un nuovo studio genomico ha rivelato qual è l’origine dei moderni cavalli. Questo simpatico equino, galoppava attorno al 2200 a.C. nelle steppe del Mar Morto. La datazione al radiocarbonio effettuata su reperti archeologici ha poi confermato che i cavalli, già addomesticati, si diffusero nel giro di pochi secoli in vaste aree del continente eurasiatico. Sono stati rinvenuti infatti anche luoghi di sepoltura in cui giacevano cavalli e carri, in zone associate alla cultura russa Sintashta (età del bronzo, dal 2100 al 1800 a.C. circa).
La notizia è riportata su un articolo apparso su ScientificAmerican.com a firma dell’archeozoologo William T. Taylor, dell’Università del Colorado Boulder.
Taylor scrive: «Il mondo in cui viviamo è stato costruito a cavallo. Molte persone oggi incontrano raramente i cavalli, ma questo è uno sviluppo recente. Solo pochi decenni fa i cavalli domestici costituivano il tessuto delle società di tutto il mondo. Quasi ogni aspetto della vita quotidiana era legato ai cavalli in modo importante».
I cavalli infatti hanno contribuito in modo incisivo a modificare la civiltà dell’uomo. Basti solo pensare ai trasporti e alla facilitazione della comunicazione tra popoli, la quale ha consentito la circolazione di idee, e cultura, oltre che agli scambi commerciali. Anche strade e percorsi ferroviari, che si sono affacciati successivamente alla civiltà, hanno usufruito dei sentieri tracciati dai cavalli
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