Ogni sigaretta accorcia in media la vita di circa 20 minuti
Il vizio (o anche il piacere) del fumo è al centro dell’attualità del momento, anche per le recenti disposizioni restrittive attuate a Milano. Ma un’altra discussione ricorrente verte sul prezzo del tabacco, che secondo alcuni potrebbe essere usato in modo strategico per limitarne l’acquisto.
Il Dipartimento per la Salute e la Cura sociale del Regno Unito ha commissionato uno studio agli epidemiologi dell’University College London per quantificare, con una precisione accurata, il “costo” dell’assunzione di fumo in termini di aspettativa di vita, che logicamente è il “prezzo” più importante da prendere in considerazione, più prezioso ancora del costo in denaro.
I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Addiction, e hanno rilevato un esito di grande impatto: ogni sigaretta acorcerebbe di circa 20 minuti la vita del fumatore.
Gli autori della ricerca hanno determinato che, per ogni fumatore abituale, l’aspettativa di vita si riduce di circa 17 minuti per i maschi, e di 22 minuti per le femmine. È stato inoltre calcolato che smettere di fumare, per una persona che consumasse 10 sigarette al giorno, farebbe guadagnare mediamente al fortunato che decidesse per questa scelta, un giorno di vita dopo una settimana, una settimana dopo circa un mese e mezzo di astinenza, e ben un mese dopo 7 mesi. Ogni anno di “libertà dal fumo” frutterebbe un allungamento di vita di ben 50 giorni.
È stato anche evidenziato che prima si smette, maggiori saranno i benefici. Decidere di abbandonare le sigarette all’età di 40 anni riduce del 90% la probabilità di morire per problemi legati al fumo. E non è tutto! I miglioramenti sono particolarmente concentrati nella qualità degli ultimi anni di vita. In pratica un settantenne che abbia cessato di fumare in età opportuna, avrebbe il profilo clinico di un uomo almeno 10 anni più giovane.
L’argomento è stato ripreso anche dalla rivista italiana Focus.it.
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