La ISS è in orbita dal 1998, ed è iniziato il degrado dei materiali
Nel 2019 è stata riscontrata una perdita d’aria nella Stazione Spaziale Internazionale, i cui moduli più vecchi sono in orbita attorno al nostro pianeta dal 1998, ovvero 26 anni fa.
I responsabili sono uno, o forse due fori stenoscopici, ovvero di stretta apertura come quelli regolati nelle fotocamere, che nel corso dello scorso aprile hanno causato una fuoriuscita di aria pari a circa 3,7 libbre al giorno. Per dare la dimensione di questa perdita occorre precisare che l’aria sulla superficie terrestre pesa circa 15 libbre al cm. quadrato.
I fori sono stati localizzati nel tunnel posteriore della stazione e i tentativi di arginare la perdita d’aria hanno avuto un successo solo parziale.
Dobbiamo considerare che il degrado dei materiali dipende non solo dal tempo, ma è accelerato dalle radiazioni cosmiche. Il risultato è un restringimento o un allargamento dei materiali che affrontano circa 16 albe e tramonti ogni 24 ore.
I tecnici e gli scienziati della Nasa sperano che la stazione non necessiti di una manutenzione precedente il 2030, anno in cui è programmato il suo smantellamento.
David Klaus, professore di ingegneria aerospaziale all’Università Boulder del Colorado, è dell’opinione di fare di necessità una virtù, e ha dichiarato: «Una volta identificato questo come potenziale problema, puoi essere più intelligente riguardo ai progetti futuri. Se sei intelligente, non incorrerai due volte negli stessi fallimenti. Succede una volta; aggiustalo e vai avanti».
La notizia ha trovato eco su ScientificAmerican.com, che ha dedicato un articolo all’argomento.
Foto da Wikipedia: La stazione spaziale internazionale fotografata dopo la separazione dello Space Shuttle Endeavour nel corso della missione STS-134.
