Lo spettacolo di cui godiamo è diviso in tre fasi
Quando osserviamo il cielo per godere dello spettacolo naturale e la danza di colori che ci offre il crepuscolo, non pensiamo che in realtà esso è definito in tre fasi.
Gli astronomi lo hanno suddiviso a seconda della percezione di determinati fattori: civile, nautico o astronomico.
Innanzi tutto occorre specificare che molti associano il crepuscolo al tramonto, mentre in realtà non è del tutto vero. Il termine crepuscŭlum, deriva da creper che significa «alquanto buio», indica il passaggio da una condizione di luce a una di buio, ma anche viceversa. Abbiamo quindi un crepuscolo mattutino (alba) e uno serale (tramonto).
Il «crepuscolo civile» varia da luogo e luogo e dipende dalla latitudine alla quale ci troviamo e ha una durata che varia da 30 minuti fino a diverse ore. È quello che vediamo con i nostri occhi dal posto in cui ci troviamo in quei momenti.
C’è però anche un «crepuscolo nautico» che è stato stabilito inizi quando il Sole è sotto l’orizzonte tra i 6° e i 12°, e in cui Luna e pianeti appaiono in dipendenza da quanto è buio il cielo.
Abbiamo infine il «crepuscolo astronomico» che è stato stabilito sia quando il Sole si trova dai 12° ai 18° sotto l’orizzonte.
Tutto ciò non è una banalità, ma al contrario assume una grande importanza in quanto le osservazioni astronomiche dipendono da tempi e luce. Alcuni oggetti celesti non sempre sono sopra o sotto l’orizzonte, e non sono visibili a tutte le condizioni di luminosità. Ciò varia di molto il panorama di osservazione. Senza contare che l’atmosfera cambia e l’estetica dei crepuscoli varia enormemente nella sua visibilità.
L’astronomo e editorialista Phil Plait, il quale ha scritto un articolo sull’argomento su SciantificAmerican.com, ha dichiarato: «Per un astronomo, il crepuscolo segnala un benvenuto all’universo, e l’anticipazione di ciò è una delle cose migliori che conosco».
Foto da Wikipedia: Posizione del Sole rispetto all’orizzonte e i vari tipi di crepuscolo.
