Una osservazione utile anche per la lotta all’Alzheimer
Le macchie molecolari che vengono spesso osservate all’interno delle cellule, chiamate “condensati biomolecolari” hanno una funzione importante riguardo alla protezione. Sono infatti grumi di proteine e molecole di RNA che si formano in un processo che possiamo paragonare visivamente alla separazione dell’olio dall’acqua su una superficie.
A seguito di osservazioni, gli scienziati hanno dimostrato che questi grumi proteggono le cellule dagli effetti di temperature troppo basse o troppo alte, controllano il processo di trasformazione del DNA in proteine cruciali e riparano eventuali danni al DNA stesso.
Se i condensati biomolecolari non funzionano bene, si scatenano patologia come Alzheimer o tumori. Si è al corrente che un’aggregazione proteica dannosa è alla base delle malattie cognitive, che possono essere generate da mutazioni genetiche che portano i condensati a congelarsi e solidificarsi.
Alcuni di questi condensati, chiamati paraspeckles, sono infatti incaricati di controllare la regolazione genetica.
Dalla Technical University of Dresden, il biofisico Simon Alberti, il cui gruppo di studio ha scoperto che i condensati hanno la capacità di agire come una supercolla per unire i filamenti di DNA danneggiati mentre gli enzimi provvedono a ripararli, ha affermato: «Ci saranno un sacco di cose fantastiche nei prossimi 10 anni».
L’argomento è stato oggetto di un articolo pubblicato su ScientificAmerican.com.
Foto da Wikipedia: Differenti livelli di condensazione del DNA negli eucarioti
