Ci si chiede se questo comportamento sia comune anche alle altre specie
L’antropologa Erica Cartmill, docente di Scienze cognitive e Comportamento umano alla Indiana University Bloomington ha analizzato le osservazioni sistematiche effettuate su bonobo, scimpanzé, gorilla e oranghi, rilevando che tutti si lasciano andare a delle “prese in giro” giocose, esattamente come l’uomo.
La deduzione è che questo atteggiamento rientri in un’area grigia che si colloca tra aggressività e semplice gioco, e che tutte le grandi scimmie lo praticherebbero.
Ci si è quindi chiesti a quando risalirebbe questa pratica per l’uomo, e la risposta più probabile cita un’epoca di circa 13 milioni di anni fa, ovvero all’ultimo antenato comune a bonobo, scimpanzé, gorilla, orango e essere umano.
Per le rilevazioni, il team di ricerca ha sviluppato un sistema di codifica convalidato e adatto a osservare le provocazioni unilaterali nei primati osservati, che sono prevalentemente giocose ma anche fastidiose. Il risultato ha fruttato 129 esempi di “prese in giro” diverse, in cui si riscontrano almeno 3 dei 5 caratteri distintivi dello scherzo.
La prossima sfida di questa ricerca è quella di scoprire se tali comportamenti si possano riconoscere anche nelle specie che non appartengono a quella dei primati, concentrandosi prevalentemente su quelle che dispongono di un cervello grande, poche o scarse manifestazioni predatorie nonché una lunga infanzia, come cani, delfini, pappagalli o elefanti.
L’articolo della professoressa Cartmill è stato pubblicato su ScientificAmerican.com.
Tutti possono contribuire alla ricerca arricchendo il data-base comportamentale, inviando osservazioni o battute giocose su animali al team di Erica Cartmill, cliccando QUI.
Foto da Wikipedia
