La scardola italica è un pesce che si trova nel nostro Paese, è affascinante e accattivante e ricorda da vicino un pesce osseo che non ci stanca mai e per questo motivo ve ne vorrei parlare ora leggendo un post sul sito inaturalist.
Inizio con la classificazione
La classificazione della scardola italica è una cosa davvero spettacolare che lascia senza fiato, sottolineando come sia un piccolo pesce osseo che ha osso che lo rende più massiccio che è pienamente diverso da quelli che hanno nel copro la cartilagine che li rende unici al mondo tendenzialmente più leggeri e idrodinamici, sono animali vertebrati che mostrano una colonna vertebrale e scientificamente è nota come Scardinius hesperidicus.
Aspetto da condividere insieme
La scardola italica è un animale davvero prestigioso e che ha il corpo decisamente tozzo con il muso all’insù e con le scaglie decisamente grandi. La lunghezza del pesce non è tanto lunga è arriva a misurare solamente 40 centimetri e con un peso di 400 grammi.
Il colore che si può notare e argenteo che si distingue bene e mostra il ventre bianco, mentre il dorso è verde. Vive almeno fino a 15 anni.
Diffusione
Autoctono della Pianura Padana e della sponda italiana del Mare Adriatico fino all’Aterno-Pescara a sud, è stata introdotta anche sul versante tirrenico e nel sud Italia. Come le altre scardole predilige acque ferme o a corrente calma o moderata, ricche di vegetazione acquatica e fondi fangosi. Risulta presente anche nei tratti a corrente lenta dei fiumi nella zona dei ciprinidi fitofili.
Alimentazione
Cosa mangia la scardola italica? Si tratta di un pesce noto come onnivoro che mangia un po’ di tutto che comprende sia sostanze di derivazione vegetale che animale e di quest’ultimo va fuori di testa specialmente per gli invertebrati come gli insetti.
Riproduzione
La specie di scardola italica si riproduce come i pesci ossei che lo fanno per fecondazione esterna dove si mostra la coppia che immette in acqua i gameti sessuali che si sviluppano in cellule uovo che presto o tardi si trasformano in piccoli che sono davvero belli.
La natura ha messo al mondo quasi tutto il mondo che ci riguarda spesso da vicino e che possiamo osservare.
