La visione sempre più profonda dalla fine del XVII secolo
Il titolo potrebbe apparire banale per noi uomini del terzo millennio, abituati al susseguirsi frenetico delle innovazioni tecnologiche.
Resta però il fatto che le conoscenze hanno subito una curva che si è impennata in modo esponenziale negli ultimi due o tre secoli, sovvertendo alcune certezze, e intensificando un ritmo che era rimasto costante da millenni.
È una considerazione valida soprattutto in ambito spaziale, a cui il sistema solare, relativamente vicino a noi, non si sottrae, tanto che ScientificAmerican.com ha dedicato a ciò un articolo dell’astronomo e editorialista Phil Plait.
Fino al 1781 il pianeta riconosciuto come il più lontano da noi nel sistema solare era Saturno. Ci pensò l’astronomo William Herschel a sconvolgere questa convinzione osservando quella che gli pareva una cometa che stesse transitando nella costellazione del Toro.
I calcoli orbitali però non si armonizzarono con questa deduzione, e dopo due anni si scoprì che questo corpo celeste era in realtà un pianeta gigante a cui fu attribuito il nome di Urano. Era la prima volta che il sistema solare veniva “allargato” in modalità documentale.
La scoperta di Urano evidenziò però altre anomalie che si manifestarono dalle osservazioni della sua orbita, suscitando interrogativi e perplessità fra gli astronomi. Il “nuovo” pianeta, infatti, era solito anticipare o ritardare la propria orbita rispetto a quanto si potesse prevedere.
La soluzione del problema poteva verosimilmente essere quella di un influsso gravitazione di un ulteriore pianeta, il quale però risultava ancora “invisibile”.
Nel 1846 fu l’astronomo Urbain Le Verrier che si preoccupò di calcolare dove l’ancora fantomatico pianeta avrebbe dovuto essere per esercitare un simile condizionamento all’orbita di Urano. e Johann Gottfried Galle, astronomo dell’Osservatorio di Berlino riuscì a individuarlo ad un solo grado di scarto dalla posizione prevista da Le Verrier. Fu la scoperta di Nettuno.
Da allora l’esplorazione non si è arrestata e abbiamo avuto numerose altre scoperte oltre Nettuno, fra cui Plutone e un numero significativo di “lune” osservate da Voyager 2 sorvolando il pianeta “calcolato” da Le Verrier.
I segreti di Nettuno continuano ad essere materia di indagine per gli astronomi e gli astrofisici.
Foto da Wikipedia: Nettuno visto dalla sonda Voyager 2, a circa 7 milioni di km dal pianeta
