Fra i 44 e i 60 anni si invecchia più rapidamente
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In quel decennio picchi di molecole che provocano senescenza

Gli esiti di una ricerca condotta su 76 persone di origine cinese, dell’età compresa fra i 14 e i 68 anni, decedute per lesioni cerebrali accidentali, sono risultate molto significative ai fini dello studio dell’invecchiamento.

Sono stati prelevati alcuni campioni dagli organi di otto sistemi del loro corpo (ad esempio quello cardiovascolare, quello immunitario e il digerente). Il loro studio ha rivelato che nel periodo che intercorre tra l’età di 45 anni e quella dei 55 anni si verificano notevoli variazioni nei livelli proteici.

I cambiamenti più sensibili sono stati notati nell’arteria aorta, che veicola il sangue ossigenato in uscita dal cuore.

Il team che si è occupato della ricerca ha ipotizzato che i vasi sanguigni fungano da condutture per le molecole che provocano l’invecchiamento di ogni sistema di organi.

Ciò confermerebbe la tesi che l’invecchiamento non sia lineare bensì intervallato da picchi di cambiamenti più intensi, i cui cicli sarebbero maggiori soprattutto nell’intermezzo fra i 44 e i 60 anni.

Cosa determini questi cambiamenti è ancora da capire. La studiosa dell’invecchiamento Maja Olecka, del Fritz Lipmann Institute of Jena, ha infatti dichiarato: «Attualmente non capiamo cosa inneschi questo punto di transizione. È un campo emergente davvero intrigante».

L’argomento è stato trattato su un articolo apparso su ScientificAmerican.com.

Foto da Wikipedia: Dei fibroblasti embrionali di topo prima e dopo il processo di senescenza cellulare: le parti colorate nella seconda foto contengono la beta-galattosidasi, un biomarcatore della senescenza cellulare.

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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