Risultati di una ricerca su 10.000 bambini
Chi utilizza droghe ha un cervello fisicamente differente da chi non le utilizza, già prima di farne uso. È il risultato sorprendente di una ricerca condotta attraverso le scansioni del cervello di circa 10.000 bambini fra i 9 e gli 11 anni fino ai 15. Lo studio è relativo all’inizio precoce dell’utilizzo di droghe, e non necessariamente alla dipendenza.
È emerso che coloro che hanno assunto cannabis, sigarette o alcol prima dei 15 anni di età hanno già in origine il cervello materialmente diverso da coloro che non ne hanno fatto uso. Il dato più evidente è quello delle dimensioni: chi è propenso all’assunzione di stupefacenti ha il cervello più grande e maggiormente sviluppato nelle parti responsabili di curiosità e apertura a nuove esperienze.
Si tratta di caratteristiche legate all’intelligenza, ma che possono divenire pericolose se non gestite in modo corretto. Il pericolo di voler affrontare nuove e anche rischiose esperienze, diventa più facile a manifestarsi. Secondo gli scienziati queste differenze sono dovute a genetica, ma anche a esposizione infantile a circostanze difficili.
La professoressa Patricia Conrod, docente di Psichiatria presso l’Università di Montreal ha sottolineato i rischi della propensione al rischio e alla tendenza a cercare nuove esperienze, che, pur essendo importanti nei campi militare, della sicurezza e dell’imprenditoria il primo, e della scienza, della medicina e dell’arte la seconda, vanno gestite in modo da fornire i giovani dell’equilibrio necessario affinché vengano utilizzate in modo sicuro e corretto.
La notizia è stata riportata anche in un articolo apparso su ScientificAmerican.com.
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