il pesce
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Se avevate la certezza che tutti i pesci potessero vivere solo in acqua sbagliavate. La Natura non cessa mai di stupirci e oggi ci consente di parlare di pesci anfibi, i quali in realtà non sono pochi. Ce lo suggerisce Andy Turko dal Canada, ovvero dalla University of Guelph, coautore di uno studio sul quale ci riferisce anche National Geographic.

Vi sono infatti alcune specie di pesci che, al variare della temperatura delle acque, come ad esempio i Kryptolebias marmoratus, balzano sulla terraferma e sopravvivono con altrettanta facilità che in mare. Oppure come il pesce gatto del Sud-Est asiatico, il Clarias batrachus, o ancora, senza scomodare specie esotiche, la comune anguilla, che respira attraverso la pelle. La maggior parte di questi pesci hanno sviluppato degli adattamenti grazie ai quali attraverso le branchie sono in grado di assumere anche l’idrogeno, oltre all’ossigeno per cui esse sono predisposte. L’ittiologo George Burgess ha confermato che non è raro vedere strisciare interi gruppi di Clarias batrachus su strade attigue al mare, o degli snakeheads della famiglia

Vivere come un pesce fuori dall'acqua!
Il Miguasha, una suggestiva specie tra i dipnoi

Channidae trasferirsi via terra in cerca di riserve più appetibili di cibo.

Ma esiste anche una specie che ha subito un’evoluzione sorprendente: i dipnoi o coanoitti. Questi pesci hanno sviluppato addirittura un polmone primitivo (meritando l’appellativo di pesci polmonati) grazie al quale riescono a sopravvivere in un letargo che può durare anni, avvolti in una pallottola di muco e sepolti nel fango, in attesa della stagione delle piogge o di un periodo climaticamente migliore del loro ambiente ideale.

I dipnoi non sono i soli a servirsi del fango. I pesci chiamati quattrocchi, appartenenti alla famiglia Anablepidae, specie che vive in America centrale e meridionale, attraversano distese di fanghiglia alla ricerca di insetti. Molto più snob invece i grunion, i quali scelgono le spiagge californiane per deporre le uova.

D’altra parte non c’è da stupirsi. Se la vita sulla Terra arriva dal mare…

Insomma tutto fa pensare che la natura sappia bene ciò che fa e che prima di abbandonare alla morte una specie adotta tutte le precauzioni del caso. Argomento sul quale l’uomo non è stato in grado di essere altrettanto lungimirante.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger. Fondatore di questo blog.

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