Incrocio tra scienze naturali e scienze comportamentali
A seconda della quantità di acqua disponibile le persone si comportano in modo diverso circa la pianificazione del futuro.
Una ricerca svolta da parte di Thomas Talhelm dell’Università di Chicago e di Hamidreza Harati della University of Queensland Business School, ha evidenziato i risultati di indagini locali e analisi globali scoprendo che quando c’è meno acqua le persone trascorrono più tempo a progettare il futuro.
Un esempio si può trovare in due tra le città-campione in Iran, che sono geograficamente e economicamente simili, in cui sono stati effettuati centinaia di sondaggi. Ebbene nella città in cui l’acqua abbonda la popolazione è portata a vivere il momento, senza concentrarsi su una proiezione e pianificazione del futuro. Esattamente il contrario di quanto accade nella città in cui l’acqua scarseggia.
Gli esseri umani dipendono dall’acqua in modo superiore rispetto a qualsiasi altro mammifero, ed è stata la nostra sete a modellare l’evoluzione umana.
I due autori della ricerca hanno evidenziato: «Il nostro lavoro suggerisce che man mano che molti luoghi si prosciugano, il riscaldamento globale potrebbe rimodellare il modo di pensare delle persone, spingendo intere comunità verso comportamenti più cauti e orientati al futuro».
La ricerca è stata oggetto di un articolo apparso su scientificamerican.com.
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