Cambia la circolazione delle correnti: il corallo sbianca a maggiore profondità
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Rinvenuto corallo sbiancato anche nelle zone «crepuscolari»

A circa 90 metri di profondità, nelle acque dell’arcipelago Chagos, nell’Oceano Indiano, sono stati rinvenuti coralli sbiancati in acque più scure e più fredde di quelle nelle quali solitamente si manifesta il fenomeno. Questo rinvenimento di corallo sbiancato nelle acque che vengono chiamate «crepuscolari» è il caso di ritrovamento in maggiore profondità che sia mai avvenuto. Si riteneva infatti che il corallo sbiancato potesse essere trovato solo in acque vicine alla superficie e a temperature maggiori

Il fenomeno è attribuito ai cambiamenti nei modelli di circolazione del vento e delle correnti oceaniche che avrebbero portato maggiori temperature in profondità.

Avviene infatti che nel dipolo dell’Oceano Indiano un fenomeno sul tipo di El Niño stia spostando appunto venti e correnti, mantenendo comunque calda l’acqua in superficie. Col tempo il calore dell’acqua si diffonde anche in profondità esponendo il corallo a temperature più elevate.

Phil Hosegood, oceanografo fisico dell’Università di Plymounth, ha osservato: «Quei coralli sono stati esposti a temperature che normalmente si trovano in superficie».

La notizia è stato oggetto di un articolo apparso su ScientificAmerican.com.

Foto da Wikipedia

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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