Rivelano anche la quantità di gas disciolta
Osservando e studiando la forma delle bolle all’interno dei cubetti di ghiaccio, che sono solitamente a «lacrima allungata» oppure a filamenti simili a dei vermi, i ricercatori sono arrivati a dedurre la velocità di congelamento dell’acqua che ha formato il cubetto, e anche la quantità di gas presente al momento del congelamento che si è disciolta nel cubetto stesso.
È stato appurato infatti che quei campioni che presentano tante bolle piccole e leggermente allungate sono derivate da una elevata velocità di congelamento e da una grande concentrazione di gas. Al contrario i campioni con bolle più grandi e lunghe indicano una velocità di congelamento più lenta.
Tutte queste condizioni possono essere previste attraverso calcoli matematici.
Virgile Thiévenaz, dell’Istituto di istruzione superiore di fisica e chimica industriale di Parigi, studioso della meccanica dei fluidi, afferma: «Possiamo abbinare la maggior parte delle bolle con la stessa equazione».
Conoscendo la velocità di congelamento di un campione si arriva a determinare dunque la concentrazione di gas e viceversa.
Secondo quanto si apprende dall’equazione, le bolle a «verme» lungo crescono a volte in modo incontrollato e indeboliscono la struttura a loro circostante del ghiaccio.
La notizia è illustrata in un articolo su ScientificAmerican.com.
Foto da Wikipedia: Diagramma di stato dell’acqua. L’acqua congela a 0 °C se si trova a pressione atmosferica, ma per pressioni maggiori il congelamento avviene a temperature più basse.
