Misurazioni associano queste interruzioni all’insonnia soggettiva
Alcune persone lamentano la cosiddetta «insonnia soggettiva», chiamata anche «insonnia paradossale», ovvero dichiarano di essere stati svegli anche quando la polisonnografia constata che avrebbero dormito.
Attraverso misurazioni i ricercatori hanno constatato che in quelle condizioni si osservano delle onde cerebrali veloci durante il sonno REM (rapid eye movement = rapido movimento degli occhi).
Lo stato REM è quello che provvede a dissolvere il disagio emotivo che si è accumulato durante il giorno, provvedendo a una fase di sogno immersivo. Chi non raggiunge un adeguato status di REM non ha dunque la percezione di aver dormito
L’interruzione della fase REM viene fortemente associata al disturbo post-traumatico e all’ansia: se due persone subiscono l’identico trauma, chi dorme meglio nella fase REM risulta facilitato nel superamento. Allo stesso modo chi beneficia di una migliore fase REM risulta meno incline a subire stress post-traumatici.
Lo scienziato del sonno Eus van Someren, dell’Istituto olandese per la salute mentale, conferma: «Il sonno REM profondo è l’unico stato durante il quale il cervello ha un ‘time-out’ per la noradrenalina [norepinefrina]». La noradrenalina è infatti un ormone dello stress che i neuroni non rilasciano durante la fase REM profonda.
La notizia è stata oggetto di un articolo su ScientificAmerican.com.
Foto da Wikipedia: Ipnogramma che mostra la suddivisione del sonno in fasi. Il sonno REM è evidenziato in rosso.
