I terremoti: perché si verificano e come si calcola la magnitudo
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Un fenomeno che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo e della terra

La recente tragedia sismica che si è verificata in Marocco ha riportato d’attualità il pericolo sempre incombente dei fenomeni sismici.

Le ragioni per cui si scatena in questo modo la natura non è di difficile comprensione, tanto è vero che è stata oggetto recentemente di un bell’articolo apparso sulla rivista scientifica per ragazzi Focus Junior.

Vediamo intanto di cosa stiamo parlando: un terremoto consiste i rapide oscillazioni del suolo che si avvertono in modo sussultorio (dall’alto in basso) e/o ondulatorio (in direzione laterale).

Le onde chiamate correntemente sussultorie, vengono definite dai tecnici onde S (secondarie), sono più lente e si propagano in perpendicolare e come i movimenti di un serpente che agita la coda. Le onde ondulatorie invece sono dette onde P (primarie), sono più veloci e si propagano attraverso compressione e dilatazione. Quando le onde S arrivano in superficie vengono generati altri tipi di onde: le onde di Rayleigh (che si possono immaginare come le onde provocate da un sasso in uno stagno), e le onde di Love che vibrano solo in senso orizzontale.

La causa è dovuta a un repentino rilascio di energia che si era accumulata in profondità, in un punto che viene chiamato ipocentro del sisma. In superficie, “parte” dal punto in cui la linea verticale tracciata dall’ipocentro arriva all’altezza del suolo (epicentro). Dall’ipocentro la forza dinamica si propaga in tutte le direzioni (onde sismiche) creando spostamenti rocciosi nel sottosuolo.

Una modalità in cui si manifesta un terremoto può prevedere una scossa principale, seguita da numerosi movimenti sismici chiamati dai più “scosse di assestamento”. In realtà questa definizione è errata, perché non si verifica nel terreno un assestamento, ma si tratta di varie e numerose scosse sismiche indipendenti che possono durare anche per settimane.

Non sempre però si avverte una grande scossa seguita da altre minori. Vi sono casi in cui le varie scosse sono più o meno della stessa intensità. In questo caso si parla di sciame sismico come si è verificato in Italia, nelle Marche, in Abruzzo e in Emilia.

Le cause

La terra è suddivisa in placche tettoniche, ovvero veri e propri “continenti sotteranei” che galleggiano sul magma. Quando due di queste placche vengono a contatto o in qualche modo spingono l’una verso l’altra, si accumula uno stress tra esse, fino a creare delle spaccature dette faglie.

L’accumulo di energia che si riscontra cresce fino a quando viene rilasciato sprigionando in brevissimo tempo tutta l’energia accumulata.

Sentiamo spesso parlare di intensità del terremoto, per indicare quanto sia stato devastante. Questo però non è che uno dei parametri e si riferisce appunto agli effetti sulle opere dell’uomo (case, strade, ponti, ecc.).

La misura fisica che invece viene adoperata per indicare la potenza del sisma è la magnitudo (dal greco μέγεθος = meghethos), la quale indica con una numerazione crescente la “forza” sprigionata dal terremoto (es.: 1, bassa; 10, alta).

La scala di riferimento usata in passato porta il nome dal famoso sacerdote vulcanologo e sismologo Don Giuseppe Mercalli. I gradi si scrivevano in numeri romani e partivano dal minimo di I fino al massimo di XII.

Oggi viene utilizzata la scala Richter (dal nome del geofisico americano Charles Richter) suddivisa in 13 gradi.

Per dare un’idea della classificazione della potenza secondo la scala Richter possiamo dire che 1,5 corrisponde a una piccola esplosione come quelle provocate dalle piccole ditte edili, mentre il grado 13 esprime una devastazione come quella dell’impatto dell’asteroide che fece estinguere i dinosauri.

Ovviamente il grado di intensità è diverso a seconda di dove il sisma colpisce: se avviene nel deserto avremo, anche in caso di alta magnitudo, un’intensità bassa perché i danni si riferiscono solo al suolo senza devastare opere umane. Se al contrario avviene in una zona popolosa e ricca di costruzioni che non sono state concepite con criteri anti-sismici, potremmo avere un’intensità maggiore anche con magnitudo minori.

La previsione dei terremoti

Va subito detto che prevedere quando avverrà un terremoto non è attualmente possibile. Possiamo prevedere che in determinati punti della terra (in corrispondenza di faglie conosciute) avverrà quasi sicuramente un terremoto in futuro, ma non possiamo determinare quando.

La prevenzione

L’unica arma che ci resta è la prevenzione, ovvero sapere come comportarci e adottare quelle soluzioni che possano rendere il sisma meno impattante, per quanto si può.

Possiamo informarci su come sia stata costruita la casa che andiamo ad abitare, individuare in essa angoli o luoghi più sicuri (i vani delle porte, gli angoli delle pareti, sotto il tavolo), stare lontani dai balconi e chiudere i rubinetti del gas, proteggersi da oggetti o calcinacci che possono cadere.

Foto di moein rezaalizade su Unsplash

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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