Il mistero dei fiocchi di neve
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La turbolenza dell’aria non distrugge il modello matematico di caduta

Lo studio risultante dall’osservazione e monitoraggio di più di mezzo milione di fiocchi di neve ha aperto un quesito interessante, al quale la scienza finora non riesce a rispondere.

I fiocchi di neve, cadendo, sono soggetti ad un’accelerazione e una rotazione. È stata individuata una correlazione matematica tra l’accelerazione media e la rotazione, con il numero di Stokes, ovvero la sensibilità di esposizione alla turbolenza dell’aria.

Il team di ricerca ha elaborato un dispositivo che è stato in grado di misurare la massa, l’area, la densità e la forma di ogni singolo fiocco di neve fatto cadere su una piastra riscaldante. Attraverso laser e videocamere è stato poi monitorata la «danza» con cui ogni fiocco di neve rispondeva alla turbolenza dell’aria.

La rilevazione è stata sorprendente e apre nuovi interrogativi circa le risposte di carattere fisico nel nostro universo. Ogni fiocco può essere particolare, ma la risposta con cui volteggia verso la Terra risponde per tutti a un unico e preciso modello matematico. La turbolenza media si allinea a un’unica curva esponenziale quasi perfetta, nonostante l’intensità diversa della turbolenza e le diverse forme e dimensioni dei fiocchi.

Lo scienziato atmosferico Tim Garrett, dell’Università dello Utah ha ipotizzato che la turbolenza potrebbe modellare i fiocchi. Tuttavia la ragione per cui essi divengono prevedibili resta un mistero.

Foto da Wikipedia: Immagine al microscopio ottico di un singolo cristallo di ghiaccio di neve naturale.

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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