La memoria musicale non decade con l'età: supporto per malattie neurodegenerative
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La musica aiuta nel ricordare le informazioni

Interessantissima ricerca svolta nel campo del supporto mnemonico. Sono stati osservati circa 90 adulti di età compresa tra i 18 e gli 86 anni per verificare quale fosse la loro capacità di riconoscere dei temi familiari e sconosciuti.

L’esperimento si è svolto nel corso di un concerto dal vivo presso la Newfoundland Asymphony Orchestra di St. John’s, in Canada.

Altre 31 persone, invece, hanno assistito in laboratorio alla registrazione del concerto.

L’esito ha evidenziato che non esistono differenze di età nella capacità di ricordare brani familiari inseriti in musiche conosciute.

Gli scienziati deducono da questi risultati che la memoria musicale pare essere resistente al declino cognitivo che si manifesta con l’età, in quanto suscita emozioni più forti e si codifica più facilmente nella memoria.

Ad affermare questa tesi è il neuroscienziato Steffen Herff, dell’Università di Sidney: «Sappiamo dalla ricerca generale sulla memoria che, in effetti, l’amigdala – o l’elaborazione emotiva – funziona un po’ come un timbro di importanza».

Gli esperti traggono la conclusione che la musica possa essere come una sorta di “impalcatura cognitiva”, e quindi un aiuto per ricordare anche le altre informazioni: una grande utilità pert persone affette da condizioni neurodegenerative, come ad esempio la demenza.

Foto da Wikipedia: Rappresentazione grafica di curve dell’oblio.

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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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