Integrerà la terapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Si chiama «riconsolidamento della memoria» e andrà a integrare una tecnica che è già in uso da parte dei terapisti per aiutare gli adolescenti che soffrono di comuni problemi di ansia.
Il terapista offrirà al paziente una sorta di «pro-memoria» attraverso il quale l’adolescente potrà discutere sulle proprie paure e sui fattori che scatenano le ansie. Si andrà dunque a modificare gradatamente la memoria originaria, disinnescando i procedimenti ansiosi.
In una nota e un relativo articolo, ScientificAmerica.com spiega che il cervello degli adolescenti è unico. Dopo l’infanzia c’è lo sviluppo di alcune aree del cervello, ma in ordine diverso. Si nota che l’amigdala (coinvolta nella attivazione delle emozioni) si ingrossa, mentre la corteccia prefrontale (regolazione delle emozioni) cresce più lentamente. Questa diversa velocità di crescita determina una maggiore reattività emotiva da parte degli adolescenti, con conseguente sorgere di problemi di ansia.
Il «riconsolidamento della memoria» va ad agire sulla amigdala modificando la memoria originale, rispetto all’altra strategia che prevede la riprogrammazione delle paure.
Durante i primi trattamenti si potranno sfruttare alcuni «segnali di sicurezza» come ad esempio oggetti personali, fotografie e anche eventualmente dei profumi. Studi su umani e roditori hanno infatti dimostrato che amigdala e ippocampo (anch’esso a elevata azione durante l’adolescenza si attivano entrambi con uno di questi segnali, attenuando le paure.
Gli studi continuano comunque a raccomandare ai genitori di dimostrare empatia ai figli adolescenti: uno studio durato 25 anni ha dimostrato che con maggior empatia genitoriale si cresce più empatici nei confronti dei coetanei e successivamente con i propri figli.
Foto da Wikipedia: suddivisione dell’amigdala
