Recenti studi lanciano l’allarme su questo grave pericolo
Alcuni nuovi studi evidenziano che i casi di fibrillazione atriale si sono quadriplicati nel corso degli ultimi 50 anni. Ma c’è di più: circa 25% dei casi non verrebbe diagnosticata.
Si tratta di un allarme da prendere in seria considerazione perché se la situazione non viene trattata può verificarsi l’ictus.
La fibrillazione atriale avviene quando i segnali elettrici presenti negli atri, ovvero le camere superiori del cuore, non sono coordinati e provocano battiti cardiaci irregolari.
Nel novembre scorso alcuni gruppi medici prestigiosi hanno diramato alcune linee guida di prevenzione, ed hanno invitato i loro colleghi a incoraggiare i pazienti verso abitudini più salutari per il cuore controllando il ritmo cardiaco anche sotto sforzo.
Gli esperti si sono concentrati anche su specifici gruppi, quali ad esempio le donne e quelli che vivono in zone perificheriche o disagiate, per i quali i controlli possono essere più difficoltosi.
La notizia è stata oggetto di un articolo apparso su ScientificAmerican.com.
Il cardiologo Jared Magnani dell’Università di Pittsburgh ha confermato: «È una malattia che richiede monitoraggio e rilevamento e poi richiede l’accesso alle cure mediche, con un partner che prenda decisioni su circa i farmaci, nonché terapie e trattamenti più avanzati».
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