Attenzione, il corallo cambia colore
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Un grido significativo viene lanciato dalla comunità scientifica. La natura si sta profondamente modificando, e questa non è purtroppo una novità. Quello che maggiormente colpisce però, è quando osserviamo delle modifiche sostanziali in ciò che sempre abbiamo dato per scontato.

Il corallo, ad esempio è sempre stato portato a simbolo in ogni suo aspetto, sia per il colore proverbiale, tanto da dare anche il nome “rosso corallo” ad una gradazione di tinta, ma anche perché ha sempre rappresentato l’emblema di quanto di più naturale ci possa essere, anche con il suo status di gemma, e quindi citata anche in materia geologica, ma con origine organica, e quindi molto vicina all’universo biologico.

Ebbene siamo riusciti a modificare anche quanto appariva immutabile: il colore del corallo. L’allarme è stato prontamente raccolto da tutte le associazioni sensibili alla tutela del pianeta e dalle maggiori testate scientifiche, tra cui la rivista italiana “Focus” che ne ha tratto un articolo molto approfondito.

Attenzione, il corallo cambia colore
Corallo completamente sbiancato e evidentemente meno suggestivo

È estremamente significativo constatare che questo cambiamento non avviene solo in una specifica zona, ma in tutto il pianeta. Le rilevazioni sono molto preoccupanti anche perché il corallo cambia a vista d’occhio in periodi molto brevi, e non in ere geologiche.

Se prendiamo ad esempio le isole Samoa, considerate un paradiso geologico, la differenza si nota addirittura tra un anno e l’altro, come agevolmente si può osservare dalla fotografia del titolo. Il responsabile è l’aumento della temperatura degli oceani, la quale provoca l’espulsione delle alghe, che come sappiamo sono quelle che provocano queste bellissime colorazioni.

Queste alghe sono le zooxantelle, sono unicellulari dinoflagellate e appartengono ad un gruppo del fitoplancton e producono, attraverso la fotosintesi, un’energia che crea fonti alimentari assorbite e utilizzate dal corallo. Questo è uno dei motivi per cui il corallo bianco e lievemente striato di rosa, chiamato in gergo “deepsy” (di profondità) veniva pescato durante immersioni a moltissimi metri sotto il livello del mare.

Il colore biancastro e rosa dei coralli, infatti, non è una novità, ma quello che differenzia i recenti coralli bianchi, decolorati dall’assenza di alghe e dall’aumento della temperatura, non sono certo quelli che erano impoveriti del colore vermiglio perché pescati a grandi profondità o in ambienti marini che determinavano una distribuzione del colore molto omogenea e delicata. Insomma, questi “nuovi coralli” non sarebbero apprezzati neppure in gioielleria, in cui è diffusa purtroppo la pratica truffaldina di tingerlo di rosso per renderlo più appetibile e costoso.

In seguito a questa situazione di aumento di temperatura del mare e dello sbiancamento dei coralli, sarebbe in pericolo addirittura l’esistenza delle barriere coralline, alcune delle quali, seguendo questo trend, scomparirebbero definitivamente, privando il pianeta di alcuni tra i luoghi più suggestivi da quando la vita è comparsa sulla Terra.

A noi non resta che sperare che in qualche modo l’Umanità riesca a salvare il suo ambiente.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger.

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