Quando la natura si ribella: ghiacci e mari

Quando la natura si ribella: ghiacci e mari
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Lo studio è di Luke Trusel della Whoi (Woods Hole Oceanographic Institution) e la notizia è rimbalzata un po’ in tutto il mondo evidenziando la preoccupazione: le lingue glaciali che fanno da argine alla zona antartica e che di fatto impediscono l’accesso di enormi quantità di ghiaccio negli oceani si stanno rapidamente sciogliendo.

Non è certo il caso di parlare di “effetto diluvio universale” ma il pericolo è concreto perché si parla di un raddoppio delle quantità di ghiaccio che si riverseranno in mare entro il 2050. Lo riportano le maggiori riviste scientifiche nazionali e internazionali.

In un rapporto pubblicato su Nature Geoscience e ripreso tra gli altri dalla rivista Focussi apprendono quali sono state le tecniche di rilevazione degli indizi che hanno portato a questa e ad ulteriori inquietanti conclusioni. In pratica sono state rilevate le condizioni dei ghiacci antartici attraverso alcune combinazioni satellitari e sono stati simulati degli scenari in funzione di diverse emissioni di anidride carbonica. Purtroppo nel 2100 la situazione è destinata a peggiorare sensibilmente anche a causa della quantità di gas serra che saranno immessi in atmosfera.

Quando la natura si ribella: ghiacci e mari
Mappa delle correnti calde che sciolgono i “tavolati”(fonte: NASA/Goddard CGI Lab)

Insomma una situazione che determinerà certamente la crescita incontrollata del livello degli oceani e che creerà non pochi problemi. Una ricerca effettuata da Benjamin Strauss della Princeton University calcola che le abitazioni di almeno 30 milioni di cittadini statunitensi nel giro di poco più di 80 anni finiranno sotto il livello del mare. Il numero sarebbe comunque pari a non meno di un terzo nel caso si contenessero al minimo possibile le esalazioni di gas serra. Questo indica una situazione molto vicina all’irreversibilità e che causerà un vero e proprio esodo.

Non abbiamo idea di quante siano le persone che subiranno questo disagio che le porterà ad abbandonare le proprie abitazioni in Italia e nel resto del mondo, ma tutto fa pensare ad una situazione gravissima.

La Scripps Institution of Oceanography, come riportano Science e Le Scienze, ha inoltre calcolato la quantità di ghiaccio che si sarebbe sciolto negli ultimi anni e che sarebbe passata da 25 km. cubi annui del periodo dal 1998 e 2003 agli oltre 310 km. cubi degli anni dal 2003 al 2012. Pensare che questi numeri siano destinati a moltiplicarsi è fonte di grande preoccupazione.

I maggiori responsabili dell’aumento del livello degli oceani sarebbero i “tavolati”, ovvero le piattaformi galleggianti di ghiaccio chiamate “floating ice shelf”le quali possono raggiungere altezze di 2.000 metri e il cui livello di altezza è sceso recentemente sciogliendosi in mare. Esse non vanno confuse con le banchise (icepack), che sono invece costituite dal ghiacciare della superficie del mare e che arrivano a un massimo di pochi metri di altezza.

Insomma tutto fa pensare ad una completa sparizione di queste lingue di ghiaccio che in un certo senso da millenni e millenni arginano l’afflusso dei ghiacci nella regione antartica occidentale e ciò sconvolgerebbe l’intero ambiente del pianeta con conseguenze drammatiche.

 

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