previsioni cambiamenti climatici
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Il riscaldamento globale è ormai evidente e i cambiamenti climatici ci sono sempre stati nella storia del nostro pianeta, caratterizzando la Terra con un’alternanza di cicli di clima caldo e freddo. Solamente un dato è certo: la temperatura media mondiale è in aumento. I dati elaborati dalla NASA mostrano due possibili scenari: il primo ipotizza che le misure adottate per ridurre le concentrazioni di gas serra faranno rimanere invariate le emissioni di queste sostanze, mentre il secondo sottolinea come cresceranno continuamente.

Se la NASA ha problemi nelle previsioni dei cambiamenti climatici è normale perché è estremamente difficile fare ipotesi e stime fino al 2100. Tuttavia, gli Stati potrebbero provare a ridurre le emissioni facendolo veramente, non come hanno stabilito al G7 solamente in sette Paesi su oltre 200 nel mondo: è stato un Grande Bluff degli accordi sul clima.

Anche io sono un po’ dubbioso riguardo i cambiamenti climatici perché gli studi degli scienziati sono numerosi e provati scientificamente.

La prima ricerca

Il primo sostiene e conferma la teoria della fusione dei ghiacciai. Fin qui ci siamo, ma proviamo a seguire un filo logico. Il ghiaccio è fatto da acqua dolce. La Corrente del Golfo del Messico (una corrente calda) proviene da sud dell’equatore e si dirige verso il Nord Europa e l’Europa Occidentale, contribuendo a mantenere una temperatura mite in Europa settentrionale. Le correnti marine sono originate dalla differenza di salinità tra masse d’acqua. Bene, la fusione dei ghiacciai versa acqua dolce negli oceani riducendo la salinità e, conseguentemente, alterando il meccanismo di formazione della Corrente del Golfo, provocandone un rallentamento: il calore non raggiungerà il nord atlantico. Tutto ciò potrebbe generare una mini glaciazione nel Nord Europa.

La seconda ricerca

Il secondo studio, portato avanti dal meteorologo italiano Roberto Madrigali, fa notare come il clima sulla Terra è determinato da cicli: alternanza di periodi caldi e freddi in successione ciclica della durata di circa 12/13 mila anni ciascuno. Lo scienziato osserva che, attualmente, noi stiamo uscendo dalla fase calda.

La terza ricerca

L’ultimo mette in evidenza un fatto molto discutibile: Laurence Hecht, direttore della rivista 21st Century Science & Tecnology, ha commentato che “tutti gli studenti di scienze del clima sono a conoscenza del fatto che la Terra si trova in un’era glaciale da circa 2-2,5 milioni di anni”.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger. Fondatore di questo blog.

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