La presenza dell’uomo sul nostro pianeta ha determinato cambiamenti sostanziali
Nel corso degli ultimi due decenni tra gli scienziati si è aperta una discussione circa l’opportunità di ritenere che gli effetti causati dall’uomo sul nostro pianeta abbiano di fatto distinto una nuova era geologica che ci distinguerebbe dal cenozoico, che è attualmente ritenuto in corso. Questa nuova era prenderebbe il nome di Antropocene (dal greco anthro = umano e kainos = recente).
Una nota di Scientific American e un articolo apparso sul sito della prestigiosa rivista americana, prendono atto che in effetti le trasformazioni che si sono palesate dalla comparsa dell’uomo sono evidenti e sostanziali nell’atmosfera e nel suolo del pianeta. I gas serra a partire dalla rivoluzione industriale, circa 250 anni fa, hanno riscontrato un incremento enorme. Il nerofumo, sotto prodotto dei gas serra, presente nell’aria per la combustione dei combustibili fossili, ricopre rocce e ghiaccio, i polimeri (plastica) si trovano nei sedimenti, e anche purtroppo gli isotopi radioattivi dovuti agli esperimenti nucleari condotti negli anni ’40 del secolo scorso.
Tutte questi effetti, oltremodo combinati insieme, resteranno nelle documentazioni fossili della nostra era, e le previsioni per il futuro non sembrano essere rosee.
La storica della scienza all’Università di Harvard, Naomi Oreskes, fa infatti notare: «L’Antropocene ci ricorda che la sfida che dobbiamo affrontare è di scala geologica. Colpisce tutta la Terra. Ci ricorda che con lo svolgersi di questa nuova epoca, non ci sarà nessun posto dove nascondersi».
Foto da Wikipedia: test nucleare Trinity, datato 16 luglio 1945, proposto da alcuni membri dell’Anthropocene Working Group come inizio dell’Antropocene

