5 batteri pericolosi che vivono nei nostri cellulari

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Ci avevate mai pensato? Nei nostri cellulari vivono alcuni batteri che potrebbero infettarci. Alcuni tra essi vengono a contatto con i nostri telefonini o smartphone nelle situazioni più disparate, come la visita in un ospedale o quando il proprietario frequenta il bagno senza poi lavarsi accuratamente le mani.

Meteoweb.eu ha condotto un’indagine. Ecco quali sono i 5 più significativi.

batteri pericolosi muffe5. Muffe

Sono state rinvenute almeno sul 10% dei cellulari analizzati. Se vengono inalate possono creare problemi anche gravi. I casi si riferiscono a difficoltà respiratorie, naso chiuso, respiro corto e in casi estremi anche infezioni polmonari.

 

batteri pericolosi streptococco4. Streptococco

Nella numerosa famiglia degli streptococchi troviamo lo Streptococco agalactiae che può provocare diverse infezioni, come quelle che coinvolgono i neonati e che possono provocare mortalità fetale, neonatale e materna. Pur trasmettendosi per via sessuale o tra madre e figlio durante il parto, è stato spesso rinvenuto nelle ditate sui cellulari.

 

batteri pericolosi3. Staphylococcus aureus

Provoca infezioni cutanee e dei tessuti molli. Sul 15% dei cellulari esaminati in uno studio è stata rilevata la presenza di questi batteri, che sono responsabili del 30% delle infezioni sanguigne contratte in ospedale.

 

batteri pericolosi cellulari2. Clostridium difficile

Vive nell’intestino umano e fa parte della flora batterica intestinale. Secondo uno studio dell’American Journal of Infection Control sarebbe tra i più persistenti su tablet e smartphone. È particolarmente difficile da debellare con una semplice passata di panno. Provoca diarrea acquosa e frequente, mal di pancia o dolore addominale. Nelle forme più gravi diminuzione dell’appetito, febbre fino a 38°C nei bimbi o da 37 a 39 °C negli adulti, sangue o pus nelle feci.

batteri pericolosi cellulare1. Pseudomonas aeruginosa

È un piccolo batterio a forma di bastoncello, che predilige ambienti umidi. Lo troviamo frequentemente nei lavandini degli ospedali, nelle soluzioni antisettiche e nei recipienti delle urine e anche sugli smartphone. Si tratta di un batterio molto resistente a vari antibiotici.

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