Pareidolia: ciò che il cervello «ci fa vedere»
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Siamo indotti a riconoscere forme e volti laddove non ci sono

A chi non è capitato di riconoscere una forma concreta, un animale, o altro, osservando una nuvola. Addirittura ci pare di scorgere volti umani guardando alcuni rilievi lunari. Nulla di tragico: è la pareidolia.

La pareidolia è quella facoltà del cervello che, riducendo in schemi ciò che gli viene trasmesso dai nervi ottici, completa le immagini e le riconduce a forme familiari e riconoscibili.

A questo scopo il cervello destina intere regioni neuronali.

L’astronomo editorialista Phil Plait ha redatto un articolo pubblicato su ScientificAmerican.com, nel quale, a proposito dell’individuazione di forme nel cielo, ha scritto: «Le nubi di gas e le galassie hanno una struttura appena sufficiente per attivare la nostra capacità di riconoscimento dei modelli. Il nostro cervello è straordinariamente bravo a vedere schemi, e sebbene alcuni siano fantasiosi e fantastici, in molti casi questi schemi sono reali, rivelando la fisica affascinante che sta dietro al loro aspetto seducente».

Alcuni esempi di pareidolia sono la grande nebulosa “Testa di Cavallo” o il volto che pare di scorgere su Marte.

Foto da Wikipedia: la “faccia” su Marte





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Di Enrico Cannoletta

Amante della natura e della Sampdoria.

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