Lotta contro i tumori: come funziona la chemio
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La lotta contro i tumori è indubbiamente una delle più importanti sfide del nostro tempo, e la stiamo affrontando come ci si oppone a tutte le battaglie, con umore alto o basso a seconda dei successi o dei fallimenti, e con le armi che di volta in volta la ricerca mette a disposizione. In questo sforzo è rimarchevole l’opera compiuta nel nostro Paese dall’AIRC (Associazione Italiana della Ricerca sul Cancro)

Vediamo allora di approfondire la conoscenza con una delle terapie più significative in questa lotta per la vita, quella che finora ha dato risultati concreti ma che viene pronunciata con estrema soggezione perché evoca sofferenza, ma che ha aperto le porte della speranza a milioni di persone: la chemioterapia.

Va intanto sottolineato che il nome stesso indica una cura che avviene attraverso l’utilizzo di sostanze chimiche e, per quanto sia divenuta quasi il simbolo della lotta contro i tumori essa indica qualsiasi terapia svolta in questo specifico modo, anche la semplice somministrazione di un farmaco che abbia valenza antibiotica o antibatterica.

Nel linguaggio comune, invece, la “chemio” come ormai unanimemente viene definita, è il trattamento a cui il malato di tumore viene sottoposto affinché le cellule malate limitino il loro riprodursi: il termine corretto sarebbe chemioterapia antineoplastica.

La peculiarità del trattamento chemioterapeutico è la tossicità selettiva, che agisce sullo specifico micro-organismo senza

Lotta contro i tumori: come funziona la chemio
Duplicazione di una cellula tumorale

danneggiare la cellula ospite. Siamo quindi di fronte ad un sistema altamente sofisticato di terapia mirata che aggredisce l’elemento patogeno e cerca di limitarne il diffondersi prima che la cellula si riproduca raddoppiando l’incidenza dell’infezione.

Come tutti sappiamo le cellule tumorali si moltiplicano con una velocità maggiore rispetto a tutte le altre, per cui la cura più efficace per impedire il diffondersi del male è proprio quella che va ad interferire con il loro rapido riprodursi, per concentrasi poi eventualmente in altri trattamenti.

La chemio va ad interferire direttamente nel meccanismo di replicazione delle cellule cancerogene e provvede a distruggerle quindi proprio in questa fase, in un’azione denominata citotossica. Ovviamente è necessario anche che le cellule da colpire siano particolarmente sensibili a questa azione, come per esempio nei casi che riguardano i tumori del sangue, dei bulbi piliferi e delle mucose dell’apparato digerente. Ne deriva che sorgono alcuni effetti collaterali proprio negli ambiti direttamente coinvolti, con la comparsa di vomito, diarrea, perdita dei capelli e purtroppo anche alcuni tipi di infiammazione. Questo prezzo però ha consentito di giungere in molti casi, come le leucemie infantili, il tumore ai testicoli ed altro ancora, ad una percentuale praticamente totale di guarigione.

La chemio viene adottata con molta responsabilità da parte della comunità medica, e generalmente non la si ritiene necessaria se non somministrata a scopo cautelativo, come nel caso della rimozione di piccoli tumori che non si sono ancora diffusi nei linfonodi o nel sangue.

Non sempre la “guerra” termina in modo definitivo, ma spesso si arriva fortunatamente ad un armistizio molto duraturo. Possiamo avere infatti una remissione parziale quando il cancro risponde al trattamento regredendo fino al 50% della situazione scoperta in diagnosi. In caso di scomparsa totale delle cellule tumorali nelle ricerche diagnostiche anche per immagini si ha la remissione completa. Ma i medici sono soddisfatti quando ottengono la remissione totale, ovvero l’assenza di qualsiasi altro sintomo o residuo negli anni successivi ai trattamenti.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger.

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