Stephen Hawking e il paradosso dei buchi neri
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Affrontiamo oggi una delle frontiere estreme della fisica, l’argomento che più appassiona il dibattito scientifico ad altissimi livelli e dal quale dipendono le analisi sull’origine e il funzionamento dell’universo. Insomma la ricerca della risposta alla domanda: da dove veniamo?

Chi segue il dibattito scientifico conosce sia la teoria del Big-Bang che l’esistenza dei buchi neri. Ricapitolando possiamo dire che si ritiene che l’universo sia nato da un’esplosione verificatasi circa 13,8 miliardi di anni fa (Big-Bang). Riguardo ai buchi neri sappiamo che esistono “luoghi” nell’universo, che concentrano in loro immense quantità di energia, tali da impedire anche alla luce di uscire. Per un approfondimento sui buchi neri rimandiamo ad un nostro precedente articolo.

Sulle dinamiche dei due fenomeni si sono aperte discussioni che durano ormai dai primi anni ’80 e che hanno tra i maggiori

Stephen Hawking e il paradosso dei buchi neri
Stephen Hawking, ritenuto da molti il più grande fisico vivente.

protagonisti un’icona tra i fisici mondiali: quella mente eccelsa che risponde al nome di Stephen Hawking, il quale si erge a protagonista con i suoi studi, le sue teorie e le deduzioni geniali.

Lo stato attuale della ricerca è fermo ad un paradosso che non riesce a mettere d’accordo le teorie quantistiche con la relatività generale. Ma una nuova teoria di Hawking interviene nel tentativo di sbloccare la situazione, che non spiega dove finisca ciò che cade nei buchi neri.

Secondo una prima teoria di Hawking queste informazioni si pensarono perse per l’eternità, ma ciò contrastava violentemente con le teorie quantistiche che le ritengono eterne, anche perché eliminando la causa sparirebbe anche l’effetto e ciò non sarebbe spiegabile né possibile. Un vero e proprio paradosso apparentemente irrisolvibile!

Già nel 2004 Hawking aveva tentato di conciliare le due posizioni ammettendo che l’informazione tornerebbe indietro ma corrotta, per cui sarebbe come se fosse persa, ma ciò non accontentò la comunità scientifica. Oggi il grande fisico propone un’altra geniale teoria, pubblicata tra gli altri anche da Science Alert, con la quale ipotizza che l’informazione “catturata” da un buco nero verrebbe cancellata, ma comunque conservata all’interno dell’orizzonte degli eventi (il “confine” del buco nero).

Si tratta di concetti molto critici e difficili da immaginare, come d’altronde la teoria che il Big-Bang sia stato generato da un buco nero… Il dibattito è sempre aperto e sono certo che non cesserà di stupirci con scoperte e elaborazioni di teorie anche per i prossimi anni.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger.

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