Inceneritore di rifiuti urbani e di rifiuti tossici
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L’inceneritore non è una discarica. Al suo interno vengono bruciati letteralmente i rifiuti (urbani o tossici) e inviati, alla fine del processo di combustione, in discarica. Al fine di costruire un buon impianto di incenerimento, è doveroso rivolgersi sempre ad un geologo, deputato alla individuazione di un sito di costruzione, e ad un naturalista, che ha il compito di minimizzare l’impatto ambientale.Gli inceneritori più moderni sono quelli modulari (a due fasi), nei quali i rifiuti vengono introdotti in una prima camera a 760 gradi: si formano dei gas che vengono bruciati in una seconda camera di combustione a 870 gradi. Alla fine del processo di combustione vengono prodotte ceneri potenzialmente tossiche, in quanto potrebbero essere costituite da metalli pesanti. Esistono,quindi, dei sistemi di controllo delle ceneri, come la filtrazione oppure tramite emissione gassosa in modo da eliminare il particolato.

Per quanto riguarda gli inceneritori dei rifiuti tossici, sono molto più complessi. Ne esistono due tipi fondamentali:

– a forno rotativo (per tutti i tipi di rifiuti tossici)= rifiuti introdotti in un cilindro inclinato che ruota lentamente in modo tale che il materiale non ancora bruciato venga a trovarsi sempre esposto a condizioni di 1000 gradi; in seguito, i rifiuti avanzano nel cilindro e sono ampiamente combusti; escono dei gas caldi convogliati in una seconda camera di combustione non rotante a 1200 gradi; infine, vengono raffreddati a 230 gradi con l’utilizzo di acqua, che evapora;

– forno da cemento= è un forno rotativo che separa il cemento dal calcare, sabbia e argilla.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger.

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