L'universo sta morendo?
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La recente 29.a assemblea dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha sollevato un’allarme riguardo al futuro dell’universo. Si tratta di una deduzione molto attendibile tratta dall’energia che viene generata, la quale nel corso degli ultimi 2 miliardi di anni si sarebbe addirittura dimezzata. Le parole usate dal professor Simon Driver, dell’Università dell’Australia Occidentale, la quale è parte significativa del progetto internazionale Gama (Galaxy and Mass Assembly Survey) sono drastiche: “L’universo è destinato al declino da ora in avanti, come una vecchiaia che dura per sempre. L’universo si è praticamente seduto sul sofà, ha messo su una coperta e sta per assopirsi in un pisolino eterno”.

Sebbene le nostre generazioni non debbano preoccuparsi almeno fino al momento in cui l’energia sarà comunque prodotta, la notizia è inquietante in quanto suscita la ridda di ipotesi sul “prima” e sul “dopo” il Big-Bang, che costituisce l’aspetto centrale di ogni sforzo conoscitivo in ambito di Astrofisica e Cosmologia. Gli studi si sono concentrati infatti su un campione molto vasto, circa 200.000 galassie in una porzione di universo, e di conseguenza il pericolo è molto concreto.

L'universo sta morendo?
Schema illustrativo della teoria del Big Crunch. Significativa l’indicazione vettoriale: Direzione irripetibile!

Ecco in pratica cosa starebbe accadendo. L’energia che si genera nell’universo, la maggior parte della quale sarebbe una conseguenza del Big-Bang, viene sistematicamente rilasciata dalle stelle attraverso la fusione di elementi come l’idrogeno e l’elio, e viaggia per le varie galassie trasportata dalle polveri cosmiche. Solitamente si disperde per lo spazio, ma capita anche che colpisca altri corpi celesti. Le sonde, gli spettrometri e i telescopi specifici con appositi rilevatori sono in grado di captarla e misurarla. Sulla base dei calcoli risultanti è stato ipotizzato che entro un termine che si suppone di circa 16,7 miliardi di anni l’universo diverrebbe un luogo freddo e morto.

Sull’argomento si è pronunciato anche Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio di Capodimonte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), definendo questa ricerca “il frutto di uno sforzo ciclopico”.

Ma esiste anche altre teorie che vertono sulla morte dell’universo. Gli astrofisici non sanno ancora pronunciarsi con certezza sulla dinamica post Big-Bang, ovvero non possono ancora dirci se la spinta del Big-Bang andrà avanti in eterno, si arresterà in un equilibrio gravitazionale, o subirà un’involuzione l’universo nuovamente nel punto di partenza. Quest’ultima ipotesi è nota come teorie del Big Crunch. Secondo la teoria del Big Rip, invece, la grande espansione dell’universo dovrà fare i conti con l’enorme distanza che si creerebbe tra le galassie, con la conseguente tensione della forza gravitazionale. Potrebbe quindi verificarsi uno strappo che potrebbe dissolvere ogni corpo celeste e disgregare gli atomi. Infine si pensa anche ad una morte termica, in cui ogni sistema tenderebbe alla massima entropia, cioè ad un estremo disordine. Raffreddandosi le varie zone dell’universo e diventano uniformi, tutti i gas che formano le stelle si andrebbero ad esaurirsi rendendo l’universo buio. I buchi neri perderebbero forza e scomparirebbero come pure le stelle, ormai prive di energia, con la conseguente morte di ogni cosa.

Scenari apolcalittici che per nostra fortuna hanno per noi un interesse pressoché accademico.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger. Fondatore di questo blog.

2 pensiero su “L’universo sta morendo?”
  1. Bellissimo articolo che rivela una verità scomoda a quanti credevano che questo Ologramma 3D fosse eterno, invece si stà proprio congelando e l’Energia del Big Bang si stà a mano a mano affievolendo, ciò ne stà rallentando anche la dilatazione, e ciò condiziona anche lo scorrere del nostro tempo: in pratica 1 anno di adesso dura il doppio o addirittura il triplo rispetto ai nostri avi primitivi. Si ipotizza in ambiente scientifico che siamo in attesa di un Big Freeze, l’universo multidimensionale che si ripiega in se stesso per congelamento istantaneo e l’Era glaciale è già alle porte.

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