Ai confini della realtà: il mantello che rende invisibili
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Alzi la mano chi non letto o almeno visto uno dei film su Harry Potter. Nessuno? E allora non ditemi che la cosa che più vi ha colpito non è il mantello dell’invisibilità. E se credete che questa sia fantascienza o addirittura una bazzecola siete ancora fuori strada. Il mantello dell’invisibilità esiste, ma non è un mago che può crearlo: esce dai più avanzati laboratori scientifici.

L’Università di Rochester ha messo a punto un sistema di due lenti e probabilmente telecamere in grado di occultare tutto quanto transiti nello spazio compreso tra esse. Si tratta ovviamente di particolari stratagemmi ottici e dinamici che di fatto rendono gli oggetti o le persone invisibili.

La stessa università ha anche girato e diffuso un filmato con il quale dimostra come il sistemi funzioni. A questo punto applicando i vari attuatori e rivelatori ai lembi di un lenzuolo e indossandolo potremo aggirarci indisturbati e soprattutto non visti.

È quanto ha fatto l’azienda canadese Hyperstealth, la quale all’ultimo Shot Show 2015 svoltosi presso il Sand Expo Center di Las Vegas, non solo ha annunciato di aver prodotto il mantello, ma anche di essere in grado di iniziarne a breve la distribuzione a scopi militari al governo statunitense.

Ai confini della realtà: il mantello che rende invisibili
Primi esperimenti di invisibilità risalenti a oltre 10 anni fa.

La ricerca dell’invisibilità non è nuova negli studi della comunità scientifica e le prime affermazioni di aver creato il mantello risalgono al 2013 quando la Cornell University di New York ne presentò un prototipo in grado di mimetizzare una persona per pochi secondi. Ma i primi esperimenti furono effettuati addirittura quasi un decennio fa, con l’utilizzo di normalissime telecamere sincronizzate che riproducevano nella parte anteriore dell’oggetto da occultare il panorama che si sarebbe ammirato dietro di lui se questo non ci fosse. In pratica l’osservatore vedeva su uno schermo trasparente quanto la telecamera riprendeva alle spalle dello schermo.

Recentemente Le Scienze, la famosa edizione italiana di Scientific American ha riferito circa una nuova versione del materiale adatto per costruire il mantello. È un materiale di spessore nanometrico in grado di non produrre alcun sfasamento tra la luce dello sfondo e quella che proviene dall’oggetto da occultare, e che quindi corregge la leggera anomalia che si riscontrava nei primi modelli i quali potevano far sospettare la propria presenza, come si può notare dalla foto del titolo. Da questo annuncio ci si aspetta l’invisibilità perfetta.

Gli studi relativi alla ricerca dell’invisibilità sono infatti molto avanzati e dovremo presto abituarci a convivere con questi nuovi indumenti per i quali sicuramente si apriranno scenari legali e legati alla privacy che vi lascio immaginare.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger.

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