sindrome frontale significato
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Tutti noi conosciamo la storia del Dottor Jeckyll e del mister Hyde, dal celebre romanzo di Robert Louis Stevenson. Ma forse qualcuno non immagina che siamo tutti esposti al rischio di una simile trasformazione. Si tratta di un danno cerebrale che prende il nome di sindrome frontale, come illustra anche Focus.it in un articolo.

Come si manifesta la sindrome frontale

A questo proposito la docente di Psicologia fisiologica all’Università di Milano-Bicocca, Costanza Papagno, ha spiegato: “Studiando pazienti con lesioni alle strutture frontali si è capito che queste regolano il nostro comportamento sociale: se danneggiate, possono portare a forme di sociopatia. Si arriva a mangiare in modo smodato, importunare sessualmente, commettere furti…“.

Le lesioni ai lobi frontali provocano, infatti, disturbi di personalità, che portano alla mancanza di autocontrollo e all’incapacità di giudizio. E non solo, ma anche al disinteresse per le opinioni altrui e all’indolenza. Il danno può essere causato da traumi, ictus, tumori, infezioni o degenerazioni vascolari.

Il primo caso riscontrato

Il primo caso rilevato fu quello di Phineas Gage, un operaio del Vermont. A questo giovane educato e calmo, il 13 settembre 1848 una sbarra di ferro trafisse viso e cranio. Il malcapitato sopravvisse, ma da gentile e cordiale quale era prima dell’incidente, divenne blasfemo, iroso, privo di ogni freno inibitorio.

I medici dell’epoca riscontrarono un danno che si riferiva al lobo frontale sinistro, scoprendo che in quella zona risiedono le parti del cervello che influenzano personalità e comportamento. Quello di Phineas Gage è il primo caso di sindrome frontale di cui si trova traccia nella letteratura medica.

Può accadere…

È comunque poco rassicurante pensare che da un momento all’altro, un colpo in testa possa modificare carattere e comportamento nostro o di una delle persone che ci vivono vicine, trasformandoci o rendendole da piacevoli “Dr. Jekyll” ad insopportabili e incontrollabili “mister Hyde”. E ancora più suggestivo rendersi conto che si tratta di Scienza e non di Fantascienza, in quanto eventi possibili e spiegabili.

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Di aletave

Dottore in Scienze Naturali, copywriter e blogger.

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