Le due specie di squali che riescono a risalire il corso dei fiumi sono lo squalo toro e lo squalo leuca.
Sono pesci cartilaginei, ovvero con l’apparato scheletrico costituito da cartilagine che lo rende leggero, flessibile e idrodinamico. Nei pesci ossei lo scheletro è fatto da una matrice ossea, invece. Sono pesci cartilaginei razze, mante, torpedini e squali.
Lo squalo leuca o carcarino, Carcharhinus leucas, viene chiamato anche squalo zambesi perché è in grado di risalire il fiume Zambesi (in Sudafrica), seminando panico tra le popolazioni presenti lungo le rive del fiume.
Il Carcharias taurus, lo squalo toro, è stato anch’esso osservato mentre risaliva il corso dei fiumi: è un lamniforme come lo squalo bianco, predatore all’apice delle catene alimentari marine.
In che modo riescono a tollerare l’acqua dolce?
Gli squali solitamente non riescono a tollerare un ambiente dolce perché la concentrazione dei sali nel sangue è uguale a quella del mare, non permettendo al corpo di adattarsi ad un ambiente d’acqua dolce e, di conseguenza, non risalgono i fiumi.
Lo squalo leuca e lo squalo toro possiedono meccanismi fisiologici che diminuiscono la concentrazione di sali nel sangue: in questo modo la risalita verso i fiumi è possibile in quanto il corpo riesce ad adattarsi al passaggio tra due ambienti estremamente differenti.
Segui il tweet sullo squalo leuca
Bizzarra scoperta, trovato uno #squalo leuca a due teste! http://t.co/EyANUq3tXw #biologia #curiosità pic.twitter.com/eD3ftX9mfu
— NatGeoTv (@NatGeoTvItalia) 14 Aprile 2013